10 giugno 2017: 5 anni di attività della Casa Rossa

Per l'occasione Casa Rossa ha ospitato una iniziativa a cui ha contribuito il Comitato Contro la Guerra Milano; si è parlato della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Siamo vicini al popolo venezuelano e, visto che non siamo i soli, a breve crediamo sia utile una consultazione tra rappresentanti di aggregazioni associative di Milano che abbiano a cuore l'emancipazione dell'America Latina.
Ad osservarla bene, non è granché l'attenzione dedicata da Milano ad un tema che ci riguarda per la dimensione e l'importanza che ha. Sono piene le pagine FB di iconografia rivoluzionaria, spesso pare che chi la usa non lo faccia così onestamente.. L'ipocrisia fa capolino dalle immagini guerrigliere e barricadere; spesso e volentieri ci si accorge che chi le "posta" in realtà non ha, per usare un eufemismo, ben chiaro cosa significhi governare un paese contro il quale si praticano le linee destabilizzanti e sovversive. In un certo ambiente, neppure così ristretto, il materialismo storico non ha diritto di cittadinanza. Anche per questo continueremo insieme ad altri nel proporre e divulgare quello che altro non è se non la realtà latinoamericana.
Dopo le foto segue una sintesi  dell'intervento di Marcello Gentile, del Comitato Contro la Guerra Milano, svolto in Casa Rossa il 10 giugno scorso.




Report del discorso di Marcello Gentile del Comitato Contro la Guerra Milano 

Le proteste violente di questi ultimi 2 mesi che stanno incendiando il Venezuela non sono inedite, sono l’evoluzione dei piani di destabilizzazione del paese e di una vera e propria guerra economica non dichiarata dai paesi imperialisti, USA in testa con una Unione Europea subalterna a seguire, che appoggiano senza riserve l’oligarchia venezuelana. La lotta di classe è incominciata a partire nel Dicembre del 1998 con la vittoria del Comandante Chavez, ed ha espresso la sua più alta ferocia periodicamente, l’11 aprile 2002 con il colpo di stato patronale, poi nel 2002/2003 con il cosiddetto “Paro Nacional”, nel 2014 con le “guarimbas” e in questi mesi del 2017 con il ritorno della violenza fascista e paramilitare nel paese.
Il Venezuela viene attaccato non soltanto perché è il paese con la più grande riserva petrolifera mondiale, poiché ha regolamentato con la “ley de hidrocarburos” tutto il settore petrolifero, riducendo i grandi profitti delle transnazionali del settore, ma anche per aver ridistribuito la ricchezza prodotta, trasferendola alla spesa sociale, mentre prima del 1998 veniva spartita tra oligarchi.
Inoltre il Venezuela è schierato a livello Internazionale con i BRICS (Cina e Russia in testa), e questo per gli USA, dove è nata circa due secoli fa la Dottrina Monroe, risulta inaccettabile, tanto da tentare di destabilizzare il paese analogamente a quanto hanno già compiuto in Libia come in Siria.
La campagna mass-mediatica scatenata a livello mondiale dall’imperialismo, che è riassumibile con la frase “dalla tirannia alla democrazia”, va letta esattamente al contrario.