I venti di guerra esigono la mobilitazione per la pace e contro la strategia criminale dell'imperialismo.

di Ângelo Alves, della Commissione politica del Partito Comunista Portoghese | da www.avante.pt

Gli ultimi attacchi dell'aviazione israeliana contro la Siria sono un atto di guerra e un altro elemento esplosivo nella situazione del Medio Oriente. Meritano la più viva condanna da parte di chi difende il diritto internazionale, la sovranità e l'integrità territoriale delle nazioni e lotta per la pace. Perpetrati nei pressi di Damasco contro diversi obiettivi militari, e con rapporti che indicano la possibilità che siano state usate armi all'uranio impoverito, questi attacchi non rappresentano le uniche azioni provocatorie, illegali e criminali del regime sionista. Oltre a un simile attacco realizzato nel gennaio di quest'anno, nelle ultime settimane si sono ripetuti attacchi contro la Palestina, violazioni dello spazio aereo libanese e siriano, incursioni e provocazioni militari nel Sud del Libano e minacce contro l'Iran. Possiamo allora dire che tali attacchi sono anche un elemento della campagna permanente di provocazione di Israele contro i suoi vicini. Lo sono. Ma sono anche qualcosa di più. Il quadro in cui si realizzano e lo scenario militare e politico ci pongono di fronte a un altro livello della strategia imperialista di aggressione e possibile “balcanizzazione” della Siria.

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